The wonderful world of Ganjela

Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito. (Jim Morrison)
lunedì, 03 marzo 2008

A red point of view

red point of view                                                                                                                 A. Pallacci Red Point of view

E' solo un punto di vista, va dove gli pare, ha il diritto di essere, di volare, di farsi vedere e ascoltare. Ha il dovere di esistere, di essere ascoltato.
E' libero di raggiungere gli angoli più nascosti del globo, le orecchie più sorde della terra, gli occhi più chiusi del mondo, i pensieri più cinici, quelli più ottusi e quelli obsoleti. Le menti di grandi politicanti incapaci di ascoltare, i pensieri di esperti amministratori che non vogliono intendere, le teste di perfetti sconosciuti che vogliono reagire.
E allora vola, come un aquilone rosso sulle teste della gente,
volteggia in aria scrivendo la parola pace,
fluttua nel cielo attirando l'attenzione di tutti.
Fatti guardare, fatti notare, fatti capire.
Scappa finchè sei in tempo, sfuggi da chi vuole zittirti, nasconditi da chi vuole il tuo silenzio, va' in posti lontani dove non ci sia nessuno che voglia renderti schiavo.
Partecipa al mondo, costruisci il mondo: vivilo, miglioralo, crealo.
Parlane con tutti, rendi partecipe il tuo vicino, non intimorirti, hai il diritto di esistere, il dovere essere ascoltato.
E allora vola, come un aquilone rosso, sii fiero del tuo messaggio, urla a gran voce,
e vola sulle accuse della gente
a tutti i suoi retaggi
(sii) indifferente

fatti guardare, fatti notare, fatti capire.
Hai il diritto di esistere pensiero,
hai la libertà di scorrazzare in tutte le direzioni,
hai il dovere di essere ascoltato.
postato da Ganjela alle ore 00:14 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: riflessioni, politica e società


martedì, 19 febbraio 2008

Cavaliere-mascherato-Berlusconi-Psiconano

"Mi sono battuto perchè Enzo Biagi non lasciasse la televisione, ma alla fine prevalse in Biagi il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato".
Come si è permesso il signor  (o signorotto?) Berlusconi a infangare così la memoria del più grande giornalista italiano?
A 70 anni suonati continua a servirsi di colpi bassi e menzogne solo per arrivare ai suoi subdoli scopi, solo per vincere le elezioni. Il nostro tanto amato cavaliere, o psiconano (è uguale), ha dimenticato l'editto bulgaro? Ha dimenticato che sotto il suo regime l'Italia era al penultimo posto nella classifica europea per la libertà di stampa? E a livello mondiale...dopo lo Zimbawe?!
E si permette di fare queste affermazioni false e infamatorie su uno dei giornalisti più liberi della nostra storia, uno dei più grandi. Uno che ha avuto il coraggio di voltargli le spalle, di non scendere a compromessi con le sue pretese da dittatore, con le sue minacce da padrino.
Indignazione, è questa la parola giusta!

E ammirazione per Bice Biagi che ha dichiarato: "
Nostro padre non era un antiberlusconiano ma un democratico. Un uomo che ha combattuto contro le ingiustizie, e l’arroganza del potere, molto prima di conoscere Silvio... Continuare a dire le stesse cose e credere in quei valori per noi è il modo migliore per rispondere a Berlusconi... E poi la risposta più autentica e che ci incoraggia a continuare viene dalle donne e dagli uomini che ieri ci hanno fermato per la strada, in un supermercato o in autobus per esprimerci la loro solidarietà. Questo è quello che Enzo avrebbe apprezzato di più".
Ammirazione per la classe e la superiorità con cui ha smerdato il cavaliere mascherato, questa volta mascherato da buon samaritano.
Orgoglio per un giornalista italiano, il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti, che con queste parole descrive molto bene l'infimo comportamento di Berlusconi:
"Il Berlusconi che insulta Enzo Biagi anche da morto appare sempre più come un anziano politico incapace di superare vecchi odi e rancori. Biagi fu cacciato da vivo con l'editto bulgaro, ora è stato oltraggiato anche da morto, alla faccia di quella pietas cristiana sempre sbandierata dal medesimo Berlusconi in ogni campagna elettorale..."
E infine un grazie a Marco Travaglio, che con molta ironia ci rende note queste chicche molto simpatiche, queste gaffe ridicole del nostro amato cavliere-mascherato-Berlusconi-Psiconano.
postato da Ganjela alle ore 19:43 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: grazie, politica e società


lunedì, 18 febbraio 2008

Ah, dimenticavo...

Oltre al già detto...
... dall'altra parte c'è la Russia che incalza, appoggia la Serbia, si scaglia contro gli Usa, cerca lo scontro.
Una nuova guerra fredda in un periodo storico che di nuovo non ha nulla.
postato da Ganjela alle ore 19:28 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: politica e società


domenica, 17 febbraio 2008

Il Kosovo proclama l’indipendenza e la Serbia si incazza

Il  Kosovo proclama l’indipendenza e la Serbia si incazza, come se le guerre nei balcani del ‘92 e del ’98 non fossero servite a niente, come se la condanna di Milosevich da parte del tribunale dell’Aia fosse stata solo una sentenza pronunciata per far lavorare un’istituzione nullafacente. Andiamo avanti con gli anni, ci evolviamo tecnologicamente, ma in realtà rimaniamo sempre lì, al livello animale: vogliamo dimostrare la nostra forza tramite la sottomissione degli altri, e come disse Darwin “sopravvivono solo i più forti”.

A dieci anni di distanza si ripetono le stesse vicende: la Serbia non vuole accettare di non essere più al centro della Jugoslavia, la Nato protegge le spinte indipendentiste, gli USA si impicciano in una guerra che non li riguarda e l’ UE si divide per la diplomazia.
Ma cosa mai sarà un fazzoletto di terra piccolo come il Kosovo, abitato al 90% da albanesi? Cosa c’entra il Kosovo con la Serbia e i Serbi con i Kosovari?
E tutto ricomincerà da capo: l’Italia avrà paura di essere troppo vicina ad una zona di guerra, la Puglia riporterà il terrore di pericoli a lungo termine, i movimenti pacifisti si batteranno contro una guerra combattuta e guidata dagli Stati Uniti comandati da un presidente impaziente di spostare l’attenzione da un suo personale scandalo a una guerra incompresa…
E la storia si ripete, è un ciclo infinito, un ritorno obbligato al passato.

La stessa storia che dovrebbe insegnare ci condanna a rivivere periodi storici drammatici, perché la memoria storica non rientra tra i nostri valori, perché i nostri “capi” non se ne preoccupano, perché chi ci governa ha sempre un tornaconto personale da ottenere attraverso la sofferenza di migliaia di civili che chiedono solo di riconoscere e accettare la sovranità sul territorio su cui nascono, vivono, crescono, lavorano e amano.
Perché gli uomini hanno uno strano bisogno di fare la guerra, perché la pace è solo un’utopia, perché sognare non è più concesso a chi ha delle aspettative, perché c’è sempre qualcuno che decide di noi e per noi senza badare alle nostre richieste. Perché è così che va, perché la legge del più forte domina il mondo, perché Darwin aveva ragione.
E il rammarico per le mie parole cresce a dismisura…
ricomincerà con il solito bla bla bla contro gli immigrati clandestini che scappano dalle bombe e dal rischio di morte e chiederà di nuovo il premio Nobel per la pace (???), l’uranio impoverito

postato da Ganjela alle ore 21:40 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica e società


Chi sono

Utente: Ganjela
Una matrioska: c'è sempre una Ganjela più piccola da scoprire, dentro ogni altra.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---

Partecipano

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte