The wonderful world of Ganjela

Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito. (Jim Morrison)
martedì, 19 febbraio 2008

Cavaliere-mascherato-Berlusconi-Psiconano

"Mi sono battuto perchè Enzo Biagi non lasciasse la televisione, ma alla fine prevalse in Biagi il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato".
Come si è permesso il signor  (o signorotto?) Berlusconi a infangare così la memoria del più grande giornalista italiano?
A 70 anni suonati continua a servirsi di colpi bassi e menzogne solo per arrivare ai suoi subdoli scopi, solo per vincere le elezioni. Il nostro tanto amato cavaliere, o psiconano (è uguale), ha dimenticato l'editto bulgaro? Ha dimenticato che sotto il suo regime l'Italia era al penultimo posto nella classifica europea per la libertà di stampa? E a livello mondiale...dopo lo Zimbawe?!
E si permette di fare queste affermazioni false e infamatorie su uno dei giornalisti più liberi della nostra storia, uno dei più grandi. Uno che ha avuto il coraggio di voltargli le spalle, di non scendere a compromessi con le sue pretese da dittatore, con le sue minacce da padrino.
Indignazione, è questa la parola giusta!

E ammirazione per Bice Biagi che ha dichiarato: "
Nostro padre non era un antiberlusconiano ma un democratico. Un uomo che ha combattuto contro le ingiustizie, e l’arroganza del potere, molto prima di conoscere Silvio... Continuare a dire le stesse cose e credere in quei valori per noi è il modo migliore per rispondere a Berlusconi... E poi la risposta più autentica e che ci incoraggia a continuare viene dalle donne e dagli uomini che ieri ci hanno fermato per la strada, in un supermercato o in autobus per esprimerci la loro solidarietà. Questo è quello che Enzo avrebbe apprezzato di più".
Ammirazione per la classe e la superiorità con cui ha smerdato il cavaliere mascherato, questa volta mascherato da buon samaritano.
Orgoglio per un giornalista italiano, il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti, che con queste parole descrive molto bene l'infimo comportamento di Berlusconi:
"Il Berlusconi che insulta Enzo Biagi anche da morto appare sempre più come un anziano politico incapace di superare vecchi odi e rancori. Biagi fu cacciato da vivo con l'editto bulgaro, ora è stato oltraggiato anche da morto, alla faccia di quella pietas cristiana sempre sbandierata dal medesimo Berlusconi in ogni campagna elettorale..."
E infine un grazie a Marco Travaglio, che con molta ironia ci rende note queste chicche molto simpatiche, queste gaffe ridicole del nostro amato cavliere-mascherato-Berlusconi-Psiconano.
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lunedì, 18 febbraio 2008

La mia amica penna

Un altro viaggio di sofferenza in autobus... ma questa volta dall'altra parte c'ero io.
Ero io che piangevo lacrime calde su un viso freddo, ero io che avevo gli occhi pieni di dolore, ero io che piegavo la testa per non essere vista, ero io a nascondermi dietro una sciarpa.
E le parole di Jessica mi risuonavano in testa, quelle parole tormentavano i miei pensieri: "a volte mi basterebbe avere qualcuno con cui condividere la mia gioia" ; "non voglio regali, vorrei solo avere al mio fianco qualcuno che mi vuole bene".
E avrei voluto dirle che infondo la mia vita non è molto diversa dalla sua, che la capisco bene, che comprendo i suoi stati d'animo e i suoi bisogni, perchè sono uguali ai miei.
Ma anche questa volta non ce l'ho fatta, anche questa volta sono rimasta chiusa nel mio guscio, ho ingoiato il magone e ho tirato avanti. Andare avanti mi serve per non guardare indietro, per non fermarmi a pensare, per non perdermi nei brutti ricordi.
E lei continuava a parlare, mentre io trattenevo le lacrime, cercavo di alleviare il suo dolore, la ascoltavo da buona amica. Ma chi allevia il mio dolore? Chi asciuga le mie lacrime?
E di nuovo mi ritrovo in una stanza buia a piangere e a scrivere.
E al mio fianco la mia sola e affidabile amica penna.

Grazie Jessica.
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categoria: grazie, the sad world of ganjela


domenica, 03 febbraio 2008

Auto-analisi

Come ero:
Allegra, solare, socievole. Amavo la vita in tutte le sue sfumature. Nessun ostacolo mi appariva insormontabile.
Avevo un sogno: cambiare il mondo, almeno il mio. Costruirmi un futuro, trovare il mio Posto nel mondo, ci credevo, lo cercavo, lo inseguivo…
Avevo deciso di perdermi nel mondo, anche se sprofondo.
Svincolarsi dalle convinzioni, dalle pose e dalle posizioni
era il mio motto. Ci riuscivo, vivevo, o meglio esistevo.
La tenacia e la determinazione mi sorreggevano in ogni situazione, la fiducia in me era il punto di partenza, lo scopo era il punto d’arrivo.
Amavo le sfide, contro me stessa, contro tutti: lottavo con decisione fino a vincerle e se non le vincevo sapevo almeno di aver fatto tutto ciò che era nelle mie capacità
Ero un po’ egocentrica, ma pronta ad aiutare chiunque; avrei fatto di tutto per regalare un sorriso. Buona con chi lo meritava e indifferente verso gli insofferenti. Tollerante con chi è tollerante e intollerante con chi è intollerante.
Idealista, vivevo di utopie, di speranze.
Avevo mille passioni…
Scrivevo, scrivevo e scrivevo. Non mi fermavo, non ero mai soddisfatta di me cercavo sempre di più, chiedevo sempre di più a me stessa.
Correvo in ogni direzione con buoni risultati. Non mi fermavo mai.
Avevo raggiunto un buon equilibrio: ero esattamente come e chi volevo essere.

 

Come sono:
Prendo la vita come viene, vivo ma non esisto. Mi lascio trasportare dalle emozioni, dai sentimenti, dai momenti e non dai movimenti. Mi fermo troppo spesso a pensare, mi fermo troppo spesso a guardarmi intorno, come se non avessi più fiducia in me e la cercassi negli altri. Non mi abbatto davanti ad una sconfitta, ma la accetto, non lotto, non corro.
Non so dove vado, non ho più un obiettivo, un sogno o un bisogno impellente che non può aspettare.
Ora commino da sola sul viale dei sogni spezzati, alla ricerca di me stessa, alla ricerca della determinazione e del coraggio che ho perso.
Vivo di ricordi, di speranze mancate e di sogni ormai lontani.
Cinica? Forse ancora un po’.
Buona? Forse ancora troppo.
La socievolezza è volata via con la sicurezza,
l’insicurezza mi assale affiancata da timidezza.
Per cosa? Di cosa? Bella domanda! Senza risposta!
Psicopatica…forse.
Depressa…ci siamo quasi.
Ho perso la strada, la luce in fondo al tunnel si è spenta, o forse ho deviato senza rendermene conto, perdendo di vista l’uscita.


Mi ritroverò! Mi serve solo del tempo, mi serve fiducia, mi serve equilibrio e tranquillità. Poi ritornerò…

 Grazie Bellandrea

postato da Ganjela alle ore 21:58 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: progetti, grazie


mercoledì, 30 gennaio 2008

Un ricordo

http://it.youtube.com/watch?v=3j2aRHWcizs&feature=related

MACY'S DAY PARADE
Macy's Day Parade
The night of the living dead is on its way
With a credit report for duty call
It's a lifetime guarantee
Stuffed in a coffin 10% more free
Red light special at the mausoleum

Give me something that I need
Satisfaction guaranteed to you
What's the consolation prize?
Economy sized dreams of hope

When I was a kid I thought
I wanted all the things that I haven't got
Oh, but I learned the hardest way
Then I realized what it took
To tell the difference between
Thieves and crooks
A lesson learned to me and you

Give me something that I need
Satisfaction guaranteed
Because I'm thinking about
A brand new hope
The one I've never known
Cause now I know
It's all that I wanted

What's the consolation prize?
Economy sized dreams of hope
Give me something that I need
Satisfaction guaranteed
'cause I'm thinking about
A brand new hope
The one I've never known
And where it goes
And I'm thinking about
The only road
The one I've never known
And where it goes

And I'm thinking about
A brand new hope
The one I've never known
Cause now I know
It's all that I wanted





I bei ricordi che fanno piangere e soffrire, gli stessi che forse un giorno ritorneranno alla mente con un sorriso sulle labbra e la gioia nel cuore...
postato da Ganjela alle ore 19:39 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: musica, grazie


giovedì, 22 novembre 2007

Il sole spende su bologna








(Quale dei tre preferisci, signor Limone?)

Avevo dimenticato come è sentirsi felice!
Siamo così superficiali: fino a qualche giorno fa ero così triste, e oggi... mi è bastato leggere le sue parole, sapere che ha speso un po' di tempo per me, sapere che si è impegnato un po' per scrivere quelle belle cose, anche se so che a lui vengono spontanee, senza bisogno di impegnarsi. E questa volta voglio crederli, voglio fidarmi delle sue parole, delle sue frasi. E allora giù a rileggere milioni di volte "mamma mia gli occhi, che se solo ti guardano più del necessario l'universo non c'ha più luce, [...], il sole splende su Bologna, soprattutto alle tre di notte sotto le stesse coperte", ma nessuna sarà mai come prima, quando mentre leggevo mi emozionavo così tanto da sentire un tuffo al cuore che mi stringeva lo stomaco, mentre il mio sorriso si allargava piano piano fino a farmi sembrare ebete.
E i pensieri volano, tornano indietro, recuperano momenti perduti, attimi indimenticabili: tu in imbarazzo davanti a me in piazza Verdi, il regalo lasciato per me ad Elvira la portinaia e le emozioni che ho provato quando mi ha detto "Andrea ha lasciato un regalo per te" senza nemmeno sapere cosa fosse; la tua mano che gioca con la mia spalla, il bacio che ti ho rifiutato, contrariamente a ciò che volevo veramente, mentre guardavamo una serie di sfortunati eventi e il giorno dopo a parlare per ore distesi sul tuo letto in totale ozio.
E poi le milioni conversazioni su messenger, le scuse più strane e stupefacenti che abbia mai ricevuto (il marinaio fronzolantete te lo ricordi?), la soffice e piacevole ansia che mi avvolgeva quando mi connettevo con la speranza che ci fossi anche tu e le lunghe attese che partivano quando non c'eri.
L'alba che abbiamo passato insieme a mille chilometri di distanza, il dispiacere di pensare che Lisa potesse portarti via da me e la botta finale quando mi hai detto, o meglio scritto, che per te ero solo "un'ottima amica".
La gioia di sapere che non era vero, che era solo una scusa per farmi star bene (hai una mente un po' contorta!) e la frase "tu sei sempre stata in scena, perchè ho capito che mi piaci anche a 1000 chilometri di distanza", o qualcosa del genere.
E ancora la voglia di rivederti, l'angoscia che ciò mi causava, il ritorno a Bologna e la felicità di incontrarti. Il pre-bacio più bello della mia vita, il tuo calore corporeo e il tuo battito accelerato (che mi piacciono tanto), l'sms dell'1:26 di notte: "Buonanotte Pingu. Ho dimenticato il casco, e non solo, in camera tua adottalo per un po', domani lo ripiglio. Il buio non è mai stato pericoloso come stasera. Notte.", ovviamente letto solo il giorno dopo.
Infine, finalmente, la possibilità di baciarti e di fare l'amore con te senza ripensamenti, senza paronoie.
E ora, ogni momento è magico (Johnny è sempre magia, Johnny...), ogni attimo infinito, ogni istante memorabile.
E io sono sempre più felice che il sole illumini Bologna solo per noi.
Perchè "il sole splende su Bologna"!
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categoria: grazie, the wonderful world of ganjela


martedì, 13 novembre 2007

Un amore malato

Forse non ero innamorata di te, o non volevo esserlo, forse non ero gelosa di te, o non volevo esserlo, forse m'ero detta un mucchio di verità e di menzogne ma una cosa era certa: ti amavo come non avevo mai amato una creatura al mondo, come non avrei amato nessuno. Una volta avevo scritto che l'amore non esiste, e se estiste è un imbroglio: che significa amare? Significava ciò che ora provavo ad immaginarti impietrito, perdio, con lo sguardo di un cane preso a calci perchè ha fatto la pipì sul tappeto, perdio.Ti amavo al punto di non poter sopportare l'idea di ferirti pur essendo stata ferita, di tradirti pur essendo tradita, e amandoti amavo i tuoi difetti, le tue colpe i tuoi errori, le tue bugie, le tue bruttezze, le tue miserie, le tue volgarità, le tue contraddizoni, il tuo corpo con le sue spalle troppo tonde, le braccia troppo corte, le sue mani troppo tozze, le sue unghia strappate. E certo l'amore non ha per oggetto un corpo, però anche se eravamo separati da un oceano quel corpo io lo portavo a letto con me, nel ricordo lo abbracciavo come quando abitavamo la casa nel bosco, d'inverno, e la notte faceva freddo e ci scaldavamo così, la mia testa contro la tua testa, il mio ventre contro il tuo ventre, le gambe annodate (...).
E forse il tuo carattere non mi piaceva, nè il tuo modo di comportarti, però ti amava di un amore più forte del desiderio, più cieco della gelosia: a tal punto implacabile, a tal punto inguaribile, che ormai non potevo più concepire la vita senza di te. Ne facevi parte quanto il mio respiro, le mie mani, il mio cervello, e rinunciare a te era rinunciare a me stessa, ai miei sogni che erano i tuoi sogni, alle tue illusioni che erano le mie illusioni, alle tue speranze che erano le mie speranze, alla vita! E l'amore esisteva, non era un imbroglio, era piuttosto una malattia, e di tale malattia potevo elencare tutti i segni, i fenomeni. Se parlavo di te con gente che non ti conosceva o alla quale non interessavi, mi affannavo a spiegare quanto tu fossi straordinario e geniale e grande; se passavo dinanzi a un negozio di cravatte e camicie, mi fermavo d'istinto a cercare la cravatta che ti sarebbe piaciuta (...), se mi svegliavi nel cuore della notte con un desiderio o una telefonata, mi fingevo più desta di un fringuello che canta al mattino. (...) Ma una malattia simile non era una malattia, era un cancro!
Un cancro. Come un cancro che a poco a poco invade gli organi col suo moltiplicarsi di cellule, il suo plasma vischioso di male, e più cresce più divieni coscente del fatto che nessuna medicina può arrestarlo, nessun intervento chirurgico può asportarlo, forse sarebbe stato possibile quando era un granellino di sabbia, un chicco di riso, (...), un amplesso mentre il vento fruscia tra i rami d'olivo, ora invece non è possibile perchè ti ruba ogni organo, ogni tessuto, ti divora al punto che non sei più te stessa ma un impasto fuso con lui, un unico magma che può disfarsi solo con la morte, la sua morte che sarebbe anche la tua morte, così tu mi avevi invaso e mi stavi divorando, ammazzando. V'è una caratteristica lugubre negli ammalati di cancro: appena capisco che esso ha vinto o sta per vincere, cessano  di opporgli i farmaci, il bisturi la volontà e si lasciano uccidere con sottomissione, senza maledirlo, neanche rimproverarlo del martirio che esige. (...).
(...) Il cancro aveva proseguito il suo corso per dimostrarmi che amare significa soffrire, che l'unico modo per non soffrire è non amare, che nei casi in cui non puoi fare a meno di amare sei destinato a soccombere.
                                             (Da "Un uomo", Oriana Fallaci)

Grazie di tutto Bloom.
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categoria: riflessioni, grazie


domenica, 11 novembre 2007

E' morto Enzo Biagi

E' morto Enzo Biagi, dopo settanta anni di lunga sfolgorante carriera.
Il padre del giornalismo italiano post-moderno (insieme a Montanelli e la Fallaci) si è spento all'età di 87anni.
Una vita di successi seguiti da critiche e da ostacoli, come l'editto di Sofia emanato da quel grand'uomo quale è Berlusconi, sempre superati con decoro, a testa alta e con orgoglio.
Non ho
molto da dire, tranne che è scomparso colui il quale mi ha avvicinato al giornalismo, colui che me ne ha fatto appassionare con il suo realismo, con la sua assenza di ipocrisie, con il suo motto: "Io debbo soltanto rispondere all'onestà delle cose che faccio e dire quella che è la mia piccola, povera verità. E debbo essere in pace con me stesso".
Ora che è morto l'ultimo grande giornalista italiano, chi resterà?
Confido in Marco Travaglio.
Grazie Sig. Biagi.
postato da Ganjela alle ore 19:15 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria: grazie


Chi sono

Utente: Ganjela
Una matrioska: c'è sempre una Ganjela più piccola da scoprire, dentro ogni altra.


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