A. Pallacci Butterfly's mariage
Nell'eden del paese di Nonsoddove era la notizia del giorno: Butter e Fly si sposano!
Tutto venne sistemato per le feste: fiori, rugiada e profumi vennero distribuiti un po' dappertutto; colori, coriandoli e arcobaleni davano calore e gioia; i battiti d'ala erano un tocco di classe.
Tutte le damigelle di Fly danzavano nel più azzurro dei cieli, spargendo polvere di stelle sulle teste dei damerini invitati alla cerimonia. Tutti gli amici di Butter distribuivano polvere di diamanti sul percorso nuziale.
Arrivarono i due protagonisti danzando e volteggiando; volarono insieme e si posarono, come da tradizione, sulla foglia più grande del tulipano più bello. Si scambiarono le ali e la promessa di amarsi anche il giorno dopo, anzi…giorno dopo giorno.
A quel punto tutti gli ospiti si levarono in aria, ballarono fino all’alba, urlarono di gioia, brillarono come lucciole, svolazzarono lasciando scie colorate nella fresca brezza notturna di una notte nel giardino dell’eden.
Morta una gatta se ne fa un’altra…o forse no!?
Beh fatto sta che è morta, è riuscita a perdere 9 vite in poco tempo: cazzo è un record.
Ogni giorno ci provava a sopravvivere, ma un noi senza io e un io senza noi non ha ragion d’essere, e allora piano.
piano
ha cominciato a meditare la fine,
fine senza scampo…
o forse no?!
E’ in agonia, non è ancora morta l’ultima vita,
non è ancora morta,
non è ancora morta.
Le basterà un massaggio cardiaco... o forse no.
Le basterà un po’ di attenzione… o forse no.
Le basterebbe un io con un noi e un noi con un io e un tu.
Isotopia: "un insieme di categorie semantiche ridondanti che rendono possibile la lettura uniforme di una storia" (Greimas)
Lui era un bel uomo: Affascinante! Alto! Prestante!
Diceva di essere uno straniero, ne andava fiero, lo urlava a gran voce e ne faceva motivo di orgoglio.
Raccontava sempre che nel suo Paese, di là dalle sue parti, c'era una strana festa, in cui tutti si divertivano a cercare dei buchi. La luce nei suoi occhi era irridescente quando racccontava divertenti aneddoti e simpatici avvenimenti, che capitavano durante la difficile ricerca .
Ricordo: un giorno raccontò di una donna che intenta ad esplorare attentamente il territorio per cercare un buco, non si accorse che davanti a sè si presentava un burrone. Finì col caderci dentro... Si fece un po' male, ma la gioia di aver trovato un così grande buco, le impedì di sentire dolore!
Spesso raccontava il caso di un bambino, che trovando un pozzo e non sapendo come farci arrivare il suo babbo senza spostarsi da lì, per non farlo occupare da chissàcchì, decise di buttarcisi dentro e cominciare ad urlare finchè qualcuno si accorgesse di lui. In questo modo il padre allarmato dall'accaduto si sarebbe precipitato al pozzo e avrebbe trovato anche lui il suo buco. Così fu, il papà fece i salti di gioia e si complimentò con il figlio per il sagace stratagemma!
Può sembrare tutto molto folle, ma per gli abitanti di quello strano Paese lontano la Festa della ricerca dei buchi era molto importante.
Il bel uomo aveva molta nostalgia del suo Paese e soprattutto della bella Festa dei buchi. Cominciò a sognare, ogni volta che dormiva, ma anche ad occhi aperti, innumerevoli buchi: quelli più strani, quelli più belli, quelli più spaziosi e anche quelli più stretti. Era diventata un'ossessione ormai!
Un giorno, di notte mentre dormiva, sognò un buco, ma non era il solito sogno ossessivo, era un sogno strano...
Sognò che un buco lo avvolgeva delicatamente, era stretto ma non fastidioso, anzi era addirittura piacevole. Nel sogno si accorse che quel particolare buco, che non avrebbe saputo come definire, si confaceva alla perfezione con le sue fattezze, lo accoglieva con strane pulsioni, ma non lo respingeva, tutt'altro: sembrava volesse trattenerlo. Era caldo e soffice, un po' peloso all'esterno ma molto comodo all'interno.
Uno strano piacere lo colse d'improvviso; si svegliò di soprassalto, si guardò intorno e abbassando lo sguardo comprese il significato profondo del sogno: era la prima volta che...
...dormiva in un sacco a pelo!