The wonderful world of Ganjela

Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito. (Jim Morrison)
domenica, 02 marzo 2008

Il matrimonio di Butter e Fly

butterfly

                                                   A. Pallacci Butterfly's mariage


Nell'eden del paese di Nonsoddove era la notizia del giorno: Butter e Fly si sposano!
Tutto venne sistemato per le feste: fiori, rugiada e profumi vennero distribuiti un po' dappertutto; colori, coriandoli e arcobaleni davano calore e gioia; i battiti d'ala erano un tocco di classe.
Tutte le damigelle di Fly danzavano nel più azzurro dei cieli, spargendo polvere di stelle sulle teste dei damerini invitati alla cerimonia. Tutti gli amici di Butter distribuivano polvere di diamanti sul percorso nuziale.
Arrivarono i due protagonisti danzando e volteggiando; volarono insieme e si posarono, come da tradizione, sulla foglia più grande del tulipano più bello. Si scambiarono le ali e la promessa di amarsi anche il giorno dopo, anzi…giorno dopo giorno.
A quel punto tutti gli ospiti si levarono in aria, ballarono fino all’alba, urlarono di gioia, brillarono come lucciole, svolazzarono lasciando scie colorate nella fresca brezza notturna di una notte nel giardino dell’eden.

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giovedì, 07 febbraio 2008

... o forse no?

Morta una gatta se ne fa un’altra…o forse no!?
Beh fatto sta che è morta, è riuscita a perdere 9 vite in poco tempo: cazzo è un record.
Ogni giorno ci provava a sopravvivere, ma un noi senza io e un io senza noi non ha ragion d’essere, e allora piano.
piano
ha cominciato a meditare la fine,
fine senza scampo…
                                                                                            o forse no?!
E’ in agonia, non è ancora morta l’ultima vita,
non è ancora morta,
non è ancora morta.
Le basterà un massaggio cardiaco... o forse no.
Le basterà un po’ di attenzione… o forse no.
Le basterebbe un io con un noi e un noi con un io e un tu.

postato da Ganjela alle ore 19:41 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: sperimantale, the sad world of ganjela, 23esimo piano


giovedì, 24 gennaio 2008

Gentlecat


                                                                                                       Gentlecat    A. Pallacci


Un uomo di successo, sì: decisamente un uomo di successo!
Aveva tutto: soldi, donne, macchine e ville...una vita da favola! Occhi da gatto, sguardo intrigante e avvolgente, movenze lente e affascinanti: cadevano tutti ai suoi piedi, così, come se ipnotizzasse.
Di notte i suoi occhi si illuminavano, divenivano gialli, lucidi, penetranti, ma non intimoriva, anzi dava sicurezza come un faro nella notte. Sembrava quasi dovesse compiere un compito speciale sulla terra: lui così diverso, così amato... STRANO!
Una vita difficile alle spalle trasformata con tanta forza di volontà in una vita invidiabile, piena di gioie, di successi, di vittorie.
Di giorno uomo,
di notte gatto!
Sotto il sole parole,
al chiaror di luna fusa!
La classe era il suo punto di forza: passo felino e deciso, sguardo alto e sicuro, movimenti soffici e delicati, andatura elegante. Un'orgia per i sensi!
Ben inserito nella società bene londinese, affascnava quelli del suo rango con discorsi interessanti,  voce calda, bassa ma comprensibile, e accento un po' snob ma usato con sicurezza e partecipazione. Uno come lui poteva permetterselo.
Casanova con le donne, dolce, sensibile e amabile aveva una schiera di fanciulle pronte a servirlo, doveva solo scegliere. E sceglieva bene il nostro Don Giovanni: una alla settimana, sempre tra le più belle. Si divertiva un po' e poi, facendo loro quattro fusa, le convincenva che non eran fatti l'un per l'altra e le abbandonava così, con nonchalance, senza troppi drammi.
Amava dormire a terra su grandi cuscini ed era attirato da tutto ciò che avesse una forma sferica o ovidale. Giocava con ogni tipo di aggeggio tondo e si divertiva a farlo rotolare da un lato all'altro di un quasiasi piano, passandoselo da una mano all'altra, come fossero zampine animali.
Uomo di mondo, puntava in alto, con professionalità e tenacia. Scaltro come una tigre, sagace come un gatto, ingegnoso come un felino sapeva sempre dove colpire:
dove faceva più male se necessario,
dove faceva più bene preferibilmente.
Buono ma non fesso;
Agile ma non pugile;
Abile e non disabile;
Furbo ma mai furto.
Credibile e anche incredibile.
Gentlecat
era proprio un gatto a tutto tondo, ma anche un uomo a mezzo giro, o forse un ibrido tutto intero!
Chi lo sa...?
Forse si... o forse no!
Sicuramente era un gentleman
postato da Ganjela alle ore 10:20 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: sperimantale, 23esimo piano


domenica, 13 gennaio 2008

Giochi isotopici: il sognatore di buchi

Isotopia: "un insieme di categorie semantiche ridondanti che rendono possibile la lettura uniforme di una storia"  (Greimas)

Lui era un bel uomo: Affascinante! Alto! Prestante!
Diceva di essere uno straniero, ne andava fiero, lo urlava a gran voce e ne faceva motivo di orgoglio.
Raccontava sempre che nel suo Paese, di là dalle sue parti, c'era una strana festa, in cui tutti si divertivano a cercare dei buchi. La luce nei suoi occhi era irridescente quando racccontava divertenti aneddoti e simpatici avvenimenti, che capitavano durante la difficile ricerca .
Ricordo: un giorno raccontò di una donna che intenta ad esplorare attentamente il territorio per cercare un buco, non si accorse che davanti a sè si presentava un burrone. Finì col caderci dentro... Si fece un po' male, ma la gioia di aver trovato un così grande buco, le impedì di sentire dolore! 
Spesso raccontava il caso di un bambino, che trovando un pozzo e non sapendo come farci arrivare il suo babbo senza spostarsi da lì, per non farlo occupare da chissàcchì, decise di buttarcisi dentro e cominciare ad urlare finchè qualcuno
 si accorgesse di lui. In questo modo il padre allarmato dall'accaduto si sarebbe precipitato al pozzo e avrebbe trovato anche lui il suo buco. Così fu, il papà fece i salti di gioia e si complimentò con il figlio per il sagace stratagemma!
Può sembrare tutto molto folle, ma per gli abitanti di quello strano Paese lontano la Festa della ricerca dei buchi era molto importante.
Il bel uomo aveva molta nostalgia del suo Paese e soprattutto della bella Festa dei buchi. Cominciò a sognare, ogni volta che dormiva, ma anche ad occhi aperti, innumerevoli buchi: quelli più strani, quelli più belli, quelli più spaziosi e anche quelli più stretti. Era diventata un'ossessione ormai!
Un giorno, di notte mentre dormiva, sognò un buco, ma non era il solito sogno ossessivo, era un sogno strano...
Sognò che un buco lo avvolgeva delicatamente, era stretto ma non fastidioso, anzi era addirittura piacevole. Nel sogno si accorse che quel particolare buco, che non avrebbe saputo come definire, si confaceva alla perfezione con le sue fattezze, lo accoglieva con strane pulsioni, ma non lo respingeva, tutt'altro: sembrava volesse trattenerlo. Era caldo e soffice, un po' peloso all'esterno ma molto comodo all'interno.
Uno strano piacere lo colse d'improvviso; si svegliò di soprassalto, si guardò intorno e abbassando lo sguardo comprese il significato profondo del sogno: era la prima volta che...
...dormiva in un sacco a pelo!

postato da Ganjela alle ore 01:32 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: sperimantale, 23esimo piano


venerdì, 23 novembre 2007

Signor Limone

Preferisci questo signor Limone?




postato da Ganjela alle ore 14:19 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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Una matrioska: c'è sempre una Ganjela più piccola da scoprire, dentro ogni altra.


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