"Manie di protagonismo? Compiacersi del proprio operato? Esibizionismo?
Le caratteristiche ci sono tutte...
Mi metto a nudo: è la prima volta che lo faccio (oh cazzo!).
Solitamente i miei pensieri, soprattutto quelli personali, li lascio leggere a pochi "fortunati" eletti, ma è arrivato il momento di capire che un giornalista è sempre esposto ai giudizi altrui, ergo mi metto in gioco.
In realtà i post saranno quasi tutti personali, quindi di giornalistico ci sarà ben poco (quel lato di me lo esprimo su http://blog.libero.it/BastardeDentro , in collaborazione con la mia socia e amica Silmaril), ma è solo un modo per esporsi (forse troppo?) e studiarne le conseguenze.
The show can begin: this is "THE WONDERFUL WORLD OF GANJELA".
Non so quanto ci sarà di meraviglioso, ma si tratta pu r sempre del mio mondo fantastico."
Così ho cominciato il mio blog: il primo post...
Ora è arrivata la fine: l'esperimento è fallito, ho fatto male a qualcuno (mi dispiace!), ho fatto male a me stessa, l'ho tenuto nascosto a qualcuno che avrebbe dovuto leggerlo e l'ho fatto leggere a qualcuno cui sarebbe stato meglio nasconderlo. Insomma...un disastro.
La mia esperienza da blogger volge al termine, è la fine di un'altra era, la fine di un'altra me stessa che avevo provato a costruire, forse la fine di qualcuno che non sono mai stata.
Infondo una giornalista non può che essere una giornalista, solo una giornalista: le sue parole sanno far male, sa che sono un'arma da maneggiare con cura.
Non so se sarò mai una giornalista: forse non sarò mai Travaglio, ma di certo non sarò neanche Emilio Fede. Non so cosa sarò, ma so per certo cosa non sarò: non sarò una marchettara (in ogni senso, eh eh eh...), non sarò una venduta, non sarò schierata, non sarò falsa, non mi nasconderò dietro parole impersonali, non scenderò a compremessi per la fama. Con queste premesse forse non sarò mai una giornalista! La cosa più sicura è che per il momento non sarò una blogger, almeno non una blogger comune...
E il ciclo si chiude come è cominciato, basta aggiungere la parola FINE.
(Angela Testa)