Un altro viaggio di sofferenza in autobus... ma questa volta dall'altra parte c'ero io.
Ero io che piangevo lacrime calde su un viso freddo, ero io che avevo gli occhi pieni di dolore, ero io che piegavo la testa per non essere vista, ero io a nascondermi dietro una sciarpa.
E le parole di Jessica mi risuonavano in testa, quelle parole tormentavano i miei pensieri: "a volte mi basterebbe avere qualcuno con cui condividere la mia gioia" ; "non voglio regali, vorrei solo avere al mio fianco qualcuno che mi vuole bene".
E avrei voluto dirle che infondo la mia vita non è molto diversa dalla sua, che la capisco bene, che comprendo i suoi stati d'animo e i suoi bisogni, perchè sono uguali ai miei.
Ma anche questa volta non ce l'ho fatta, anche questa volta sono rimasta chiusa nel mio guscio, ho ingoiato il magone e ho tirato avanti. Andare avanti mi serve per non guardare indietro, per non fermarmi a pensare, per non perdermi nei brutti ricordi.
E lei continuava a parlare, mentre io trattenevo le lacrime, cercavo di alleviare il suo dolore, la ascoltavo da buona amica. Ma chi allevia il mio dolore? Chi asciuga le mie lacrime?
E di nuovo mi ritrovo in una stanza buia a piangere e a scrivere.
E al mio fianco la mia sola e affidabile amica penna.
Grazie Jessica.