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E ancora una volta l’esterno minaccia il nostro mondo. Una strana tramontana fredda, gelida soffia sul nostro perfetto equilibrio precario, minaccia di distruggere il castello di sabbia costruito in aria, di staccare la mezzaluna cui siamo appesi attraverso un sottile filo d’argento. Il reame trema di paura, rischia di esaurire le sue meraviglie, funghi saltellanti e folletti dispettosi, bianconigli e stregatti.
Ma io non ne voglio più sapere…
Un gatto è solo un gatto, niente di più, come un mondo è solo un mondo: non è di qualcuno in particolare, può essere di tutti, ma ognuno lo vive a modo proprio, per ognuno ha un valore diverso, questo è l’importante!
Non voglio più sentir parlar di gatti, io odio i gatti, non li ho mai sopportati, sono gli unici animali che mi irritano. Sempre così circospetti, diffidenti: sono egoisti, soddisfano i loro bisogni e poi…? Arrivederci al prossimo grattino!
Bene, allora basta gatti, basta gatta! E’ morta, ormai è morta.
Ma dalle ceneri può nascere un fiore e se vuoi posso essere un bel tulipano arancione, o giallo, o come preferisci. Un tulipano fiero di sé, che si schiude col sole e si richiude alla sera, aperto alle bellezze della vita, chiuso all’oscurità delle tenebre.
Le tulip d’or (era così?)…e tu sarai il mio Fanfan!
Amore, amore delle mie brame chi è il tulipano del reame?