The wonderful world of Ganjela

Non accontentarti dell'orizzonte, cerca l'infinito. (Jim Morrison)
venerdì, 29 febbraio 2008

Era solo nostaligia


Un giorno il ricordo bussò alla porta della memoria;

la memoria aprì, lo riconobbe e lo fece entrare.
Parlarono a lungo e piano, piano...
il ricordò si trasformò in malinconia e poi in tristezza.
La tristezza creò una lacrima,
che attraversò il viso e annegò nella bocca,
provocando un sorriso dolente.
Era solo nostalgia!

Ascoltando "Noi due stupidi" di Giorgio Gaber
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categoria: riflessioni, sperimantale


martedì, 19 febbraio 2008

Cavaliere-mascherato-Berlusconi-Psiconano

"Mi sono battuto perchè Enzo Biagi non lasciasse la televisione, ma alla fine prevalse in Biagi il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato".
Come si è permesso il signor  (o signorotto?) Berlusconi a infangare così la memoria del più grande giornalista italiano?
A 70 anni suonati continua a servirsi di colpi bassi e menzogne solo per arrivare ai suoi subdoli scopi, solo per vincere le elezioni. Il nostro tanto amato cavaliere, o psiconano (è uguale), ha dimenticato l'editto bulgaro? Ha dimenticato che sotto il suo regime l'Italia era al penultimo posto nella classifica europea per la libertà di stampa? E a livello mondiale...dopo lo Zimbawe?!
E si permette di fare queste affermazioni false e infamatorie su uno dei giornalisti più liberi della nostra storia, uno dei più grandi. Uno che ha avuto il coraggio di voltargli le spalle, di non scendere a compromessi con le sue pretese da dittatore, con le sue minacce da padrino.
Indignazione, è questa la parola giusta!

E ammirazione per Bice Biagi che ha dichiarato: "
Nostro padre non era un antiberlusconiano ma un democratico. Un uomo che ha combattuto contro le ingiustizie, e l’arroganza del potere, molto prima di conoscere Silvio... Continuare a dire le stesse cose e credere in quei valori per noi è il modo migliore per rispondere a Berlusconi... E poi la risposta più autentica e che ci incoraggia a continuare viene dalle donne e dagli uomini che ieri ci hanno fermato per la strada, in un supermercato o in autobus per esprimerci la loro solidarietà. Questo è quello che Enzo avrebbe apprezzato di più".
Ammirazione per la classe e la superiorità con cui ha smerdato il cavaliere mascherato, questa volta mascherato da buon samaritano.
Orgoglio per un giornalista italiano, il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti, che con queste parole descrive molto bene l'infimo comportamento di Berlusconi:
"Il Berlusconi che insulta Enzo Biagi anche da morto appare sempre più come un anziano politico incapace di superare vecchi odi e rancori. Biagi fu cacciato da vivo con l'editto bulgaro, ora è stato oltraggiato anche da morto, alla faccia di quella pietas cristiana sempre sbandierata dal medesimo Berlusconi in ogni campagna elettorale..."
E infine un grazie a Marco Travaglio, che con molta ironia ci rende note queste chicche molto simpatiche, queste gaffe ridicole del nostro amato cavliere-mascherato-Berlusconi-Psiconano.
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categoria: grazie, politica e società


lunedì, 18 febbraio 2008

La mia amica penna

Un altro viaggio di sofferenza in autobus... ma questa volta dall'altra parte c'ero io.
Ero io che piangevo lacrime calde su un viso freddo, ero io che avevo gli occhi pieni di dolore, ero io che piegavo la testa per non essere vista, ero io a nascondermi dietro una sciarpa.
E le parole di Jessica mi risuonavano in testa, quelle parole tormentavano i miei pensieri: "a volte mi basterebbe avere qualcuno con cui condividere la mia gioia" ; "non voglio regali, vorrei solo avere al mio fianco qualcuno che mi vuole bene".
E avrei voluto dirle che infondo la mia vita non è molto diversa dalla sua, che la capisco bene, che comprendo i suoi stati d'animo e i suoi bisogni, perchè sono uguali ai miei.
Ma anche questa volta non ce l'ho fatta, anche questa volta sono rimasta chiusa nel mio guscio, ho ingoiato il magone e ho tirato avanti. Andare avanti mi serve per non guardare indietro, per non fermarmi a pensare, per non perdermi nei brutti ricordi.
E lei continuava a parlare, mentre io trattenevo le lacrime, cercavo di alleviare il suo dolore, la ascoltavo da buona amica. Ma chi allevia il mio dolore? Chi asciuga le mie lacrime?
E di nuovo mi ritrovo in una stanza buia a piangere e a scrivere.
E al mio fianco la mia sola e affidabile amica penna.

Grazie Jessica.
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categoria: grazie, the sad world of ganjela


lunedì, 18 febbraio 2008

Ah, dimenticavo...

Oltre al già detto...
... dall'altra parte c'è la Russia che incalza, appoggia la Serbia, si scaglia contro gli Usa, cerca lo scontro.
Una nuova guerra fredda in un periodo storico che di nuovo non ha nulla.
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domenica, 17 febbraio 2008

Il Kosovo proclama l’indipendenza e la Serbia si incazza

Il  Kosovo proclama l’indipendenza e la Serbia si incazza, come se le guerre nei balcani del ‘92 e del ’98 non fossero servite a niente, come se la condanna di Milosevich da parte del tribunale dell’Aia fosse stata solo una sentenza pronunciata per far lavorare un’istituzione nullafacente. Andiamo avanti con gli anni, ci evolviamo tecnologicamente, ma in realtà rimaniamo sempre lì, al livello animale: vogliamo dimostrare la nostra forza tramite la sottomissione degli altri, e come disse Darwin “sopravvivono solo i più forti”.

A dieci anni di distanza si ripetono le stesse vicende: la Serbia non vuole accettare di non essere più al centro della Jugoslavia, la Nato protegge le spinte indipendentiste, gli USA si impicciano in una guerra che non li riguarda e l’ UE si divide per la diplomazia.
Ma cosa mai sarà un fazzoletto di terra piccolo come il Kosovo, abitato al 90% da albanesi? Cosa c’entra il Kosovo con la Serbia e i Serbi con i Kosovari?
E tutto ricomincerà da capo: l’Italia avrà paura di essere troppo vicina ad una zona di guerra, la Puglia riporterà il terrore di pericoli a lungo termine, i movimenti pacifisti si batteranno contro una guerra combattuta e guidata dagli Stati Uniti comandati da un presidente impaziente di spostare l’attenzione da un suo personale scandalo a una guerra incompresa…
E la storia si ripete, è un ciclo infinito, un ritorno obbligato al passato.

La stessa storia che dovrebbe insegnare ci condanna a rivivere periodi storici drammatici, perché la memoria storica non rientra tra i nostri valori, perché i nostri “capi” non se ne preoccupano, perché chi ci governa ha sempre un tornaconto personale da ottenere attraverso la sofferenza di migliaia di civili che chiedono solo di riconoscere e accettare la sovranità sul territorio su cui nascono, vivono, crescono, lavorano e amano.
Perché gli uomini hanno uno strano bisogno di fare la guerra, perché la pace è solo un’utopia, perché sognare non è più concesso a chi ha delle aspettative, perché c’è sempre qualcuno che decide di noi e per noi senza badare alle nostre richieste. Perché è così che va, perché la legge del più forte domina il mondo, perché Darwin aveva ragione.
E il rammarico per le mie parole cresce a dismisura…
ricomincerà con il solito bla bla bla contro gli immigrati clandestini che scappano dalle bombe e dal rischio di morte e chiederà di nuovo il premio Nobel per la pace (???), l’uranio impoverito

postato da Ganjela alle ore 21:40 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: politica e società


mercoledì, 13 febbraio 2008

Non chat, seulement tùlip!

                                                                                                         From www.thelensflare.com

E ancora una volta l’esterno minaccia il nostro mondo. Una strana tramontana fredda, gelida soffia sul nostro perfetto equilibrio precario, minaccia di distruggere il castello di sabbia costruito in aria, di staccare la mezzaluna cui siamo appesi attraverso un sottile filo d’argento. Il reame trema di paura, rischia di esaurire le sue meraviglie, funghi saltellanti e folletti dispettosi, bianconigli e stregatti.
Ma io non ne voglio più sapere…
Un gatto è solo un gatto, niente di più, come un mondo è solo un mondo: non è di qualcuno in particolare, può essere di tutti, ma ognuno lo vive a modo proprio, per ognuno ha un valore diverso, questo è l’importante!
Non voglio più sentir parlar di gatti, io odio i gatti, non li ho mai sopportati, sono gli unici animali che mi irritano. Sempre così circospetti, diffidenti: sono egoisti, soddisfano i loro bisogni e poi…? Arrivederci al prossimo grattino!
Bene, allora basta gatti, basta gatta! E’ morta, ormai è morta.
Ma dalle ceneri può nascere un fiore e se vuoi posso essere un bel tulipano arancione, o giallo, o come preferisci. Un tulipano fiero di sé, che si schiude col sole e si richiude alla sera, aperto alle bellezze della vita, chiuso all’oscurità delle tenebre.
Le tulip d’or (era così?)…e tu sarai il mio Fanfan!
Amore, amore delle mie brame chi è il tulipano del reame?
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categoria: progetti, the wonderful world of ganjela


martedì, 12 febbraio 2008

Una questione di s-fiducia

“Bisogna avere fiducia in chi ha fiducia e sfiducia in chi ha sfiducia”, un po’ come Bisogna essere tollerante con chi è tollerante e intollerante con chi è intollerante.
Questo è quello che ho imparato oggi: è una questione s-fiducia.

Bisogna imparare che amare il mondo e la vita, l’umanità e gli uomini significa inevitabilmente soffrire e isolarsi, perché una voce fuori dal coro rimarrà comunque fuori dal coro, così come una persona mediocre e vittimista resterà sempre mediocre, finirà a far parte della miriade di persone che forma la massa informe, sarà sempre il perfetto prototipo dell’uomo qualunque.

L’uomo della strada non può che vivere di ciò che capita, di tradizioni, di cultura familiare tramandata di generazione in generazione, di sottomissione al potere comandato e istituzionalizzato, di fatalismo. Non può che vivere al grado 1, massimo 2 di letteratismo. Con un piccolo sforzo potrebbe però fare un passo in più, un piccolo salto, diventare un cittadino bene informato, distinguersi dall’uomo qualunque, emergere dalla melma.

La libertà

Giorgio Gaber

(1972)

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Vorrei essere libero come un uomo
.

Come un uomo appena nato che ha di fronte solamente la natura
e cammina dentro un bosco con la gioia di inseguire un’avventura,

sempre libero e vitale, fa l’amore come fosse un animale,
incosciente come un uomo compiaciuto della propria libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia

e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come l’uomo più evoluto che si innalza con la propria intelligenza
e che sfida la natura con la forza incontrastata della scienza,

con addosso l’entusiasmo di spaziare senza limiti nel cosmo
e convinto che la forza del pensiero sia la sola libertà.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche un gesto o un’invenzione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.

postato da Ganjela alle ore 14:52 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: riflessioni


giovedì, 07 febbraio 2008

... o forse no?

Morta una gatta se ne fa un’altra…o forse no!?
Beh fatto sta che è morta, è riuscita a perdere 9 vite in poco tempo: cazzo è un record.
Ogni giorno ci provava a sopravvivere, ma un noi senza io e un io senza noi non ha ragion d’essere, e allora piano.
piano
ha cominciato a meditare la fine,
fine senza scampo…
                                                                                            o forse no?!
E’ in agonia, non è ancora morta l’ultima vita,
non è ancora morta,
non è ancora morta.
Le basterà un massaggio cardiaco... o forse no.
Le basterà un po’ di attenzione… o forse no.
Le basterebbe un io con un noi e un noi con un io e un tu.

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categoria: sperimantale, the sad world of ganjela, 23esimo piano


giovedì, 07 febbraio 2008

Voglio un mondo...

Vorrei un mondo soffice e leggero come il cotone,
ma fiero di sè come l'ottone
Vorrei un mondo con le ali,
che voli sopra i malumori dei miei eguali.
Vorrei un mondo senza conflitti,
un mondo senza derelitti.
Vorrei un mondo in bianco e nero,
Con tutte le sfumature che possano contenere.
Sogno un mondo di sognatori,
che lo riempano di colori.
Credo in un mondo più paziente,
e la testa indipendente.
Voglio un mondo più onesto,
Voglio un mondo che non sia questo...
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categoria: sperimantale


martedì, 05 febbraio 2008

Inno alla vita

 

La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, conservala.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, vivila.
La vita è una gioia, gustala.
La vita è una croce, abbracciala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è pace, costruiscila.
La vita è felicità, meritala.
La vita è vita, difendila.

(Madre Teresa di Calcutta)

postato da Ganjela alle ore 20:26 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: riflessioni


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