A. Pallacci Red Point of view
A. Pallacci Butterfly's mariage
Nell'eden del paese di Nonsoddove era la notizia del giorno: Butter e Fly si sposano!
Tutto venne sistemato per le feste: fiori, rugiada e profumi vennero distribuiti un po' dappertutto; colori, coriandoli e arcobaleni davano calore e gioia; i battiti d'ala erano un tocco di classe.
Tutte le damigelle di Fly danzavano nel più azzurro dei cieli, spargendo polvere di stelle sulle teste dei damerini invitati alla cerimonia. Tutti gli amici di Butter distribuivano polvere di diamanti sul percorso nuziale.
Arrivarono i due protagonisti danzando e volteggiando; volarono insieme e si posarono, come da tradizione, sulla foglia più grande del tulipano più bello. Si scambiarono le ali e la promessa di amarsi anche il giorno dopo, anzi…giorno dopo giorno.
A quel punto tutti gli ospiti si levarono in aria, ballarono fino all’alba, urlarono di gioia, brillarono come lucciole, svolazzarono lasciando scie colorate nella fresca brezza notturna di una notte nel giardino dell’eden.
A dieci anni di distanza si ripetono le stesse vicende:
Ma cosa mai sarà un fazzoletto di terra piccolo come il Kosovo, abitato al 90% da albanesi? Cosa c’entra il Kosovo con
E tutto ricomincerà da capo: l’Italia avrà paura di essere troppo vicina ad una zona di guerra,
E la storia si ripete, è un ciclo infinito, un ritorno obbligato al passato.
La stessa storia che dovrebbe insegnare ci condanna a rivivere periodi storici drammatici, perché la memoria storica non rientra tra i nostri valori, perché i nostri “capi” non se ne preoccupano, perché chi ci governa ha sempre un tornaconto personale da ottenere attraverso la sofferenza di migliaia di civili che chiedono solo di riconoscere e accettare la sovranità sul territorio su cui nascono, vivono, crescono, lavorano e amano.
Perché gli uomini hanno uno strano bisogno di fare la guerra, perché la pace è solo un’utopia, perché sognare non è più concesso a chi ha delle aspettative, perché c’è sempre qualcuno che decide di noi e per noi senza badare alle nostre richieste. Perché è così che va, perché la legge del più forte domina il mondo, perché Darwin aveva ragione.
E il rammarico per le mie parole cresce a dismisura… ricomincerà con il solito bla bla bla contro gli immigrati clandestini che scappano dalle bombe e dal rischio di morte e chiederà di nuovo il premio Nobel per la pace (???), l’uranio impoverito
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